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I TUMORI DELLA PELLE

 
 
 

        I tumori della pelle rappresentano il 10-15% di tutti i tumori maligni. In alcune aree geografiche però la loro frequenza sfiora, e talvolta supera, il 50%. Queste zone sono quelle più esposte all'attività solare come l'Australia ed il Sud Africa. La razza di pelle bianca è ovviamente quella più colpita essendo le popolazioni di colore naturalmente protette dalla melanina. Queste evidenze unite ad altre osservazioni come il fatto che il più delle volte le lesioni insorgono in corrispondenza delle superfici cutanee più esposte alle radiazioni solari, in quelle categorie come i contadini, i muratori i pescatori più esposti al sole, fanno ritenere le radiazioni solari, ed in particolare i raggi ultravioletti, come una concausa importante nella genesi di questo gruppo di neoplasie.
 

Pelle

        Le neoplasie che colpiscono la cute sono un gruppo abbastanza eterogeneo, alcune rare (Morbo di Bowen, Cheratoacantoma, linfomi cutanei), altre più frequenti (Carcinoma basocellulare, carcinoma spinocellulare, melanoma maligno). Le neoplasie più frequenti sono anche quelle che risentono maggiormente della latitudine e della esposizione ai raggi UV. Tali neoplasie, come molte altre, vedono aumentare la loro incidenza in rapporto all'età della popolazione e quindi al periodo di esposizione ai fattori cancerogeni ma anche in rapporto alle modificazioni che la cute subisce col passare degli anni (disidratazione, cheratosi, riduzione delle difese immunitarie).
 
 
 

Carcinoma basocellulare e spinocellulare

        Le zone di insorgenza preferite da queste neoplasie sono quelle più esposte: il volto, le orecchie, il collo, il dorso delle mani. Le categorie più esposte sono quelle già elencate e che hanno una maggiore e prolungata esposizione all'azione dei raggi solari, ma anche gli addetti alla lavorazione del catrame e dei coloranti.

        Si tratta di neoplasie a progressione generalmente lenta, e questo consente il più delle volte di intervenire efficacemente, a sviluppo locoregionale. Raramente possono dare metastasi in corrispondenza dei linfonodi locoregionali, gli spinocellulari, per diffusione linfatica. Macroscopicamente possono assumere la forma di ulcerazioni che non guariscono mai e tendono progressivamente ad estendersi ed approfondirsi. Altre volte appaiono come lesioni papulonodulari., quasi sempre in corrispondenza di lesioni cutanee preesistenti e predisponenti come una spiccata cheratosi della cute.

        Queste neoplasie sono di facile diagnosi e se diagnosticate in tempo consentono una guarigione completa in una percentuale altissima di casi. Non bisogna però sottovalutare il rischio di nuove analoghe neoplasie in altre zone (multifocalità), ugualmente esposte, del corpo.
 
 
 

Melanoma maligno

        Anche il Melanoma maligno è in costante aumento in tutto il mondo. Si pensi che negli USA dal 1935  al 1987 il rischio di essere colpiti da melanoma è aumentato di 135 volte e continua ad aumentare (Rigel DS, Kopf AW, Friedman RJ The rate of malignant melanoma in the US: are making an impact? Journal of the American Academy of Dermatology 1987; 17: 1050-1053). Le regioni più colpite sono ancora una volta quelle più esposte ai raggi solari e la razza bianca è quella che paga il maggior tributo. In questo caso però la componente solare non è così chiara come negli altri tumori cutanei ma certamente svolge un ruolo di concausa di tutto rispetto.

        Il melanoma origina da alcune cellule che normalmente si trovano all'interno della nostra epidermide chiamate "melanociti" e la cui funzione è quella di produrre la "melanina". La melanina è quel pigmento che conferisce alla nostra pelle quel caratteristico "imbrunimento" chiamato "abbronzatura". In altre parole è un pigmento scuro che viene prodotto dai melanociti presenti all'interno della nostra cute per intercettare i raggi ultravioletti e proteggere così la nostra cute. Il melanoma può nascere su cute apparentemente sana oppure da un preesistente neo cutaneo che altro non è se non un accumulo di melanociti.
 

Nevi: segni di sospetto

- Rapido cambiamento di forma 

- Prurito 

- Sanguinamento 

- Differenze di colorazione nelle sue parti 

- Margini irregolari 

- Nevi delle regioni plantari e palmari

        Il melanoma cutaneo ha la tendenza a diffondersi per via ematica e linfatica dando quindi metastasi anche a distanza dal luogo di origine. Ecco quindi l'importanza di osservare periodicamente e con attenzione i "nei" che tutti noi abbiamo. Nella stragrande maggioranza dei casi i nei non si trasformeranno mai in un melanoma, tuttavia è buona norma tenere sotto osservazione queste innocue macchioline per notare precocemente eventuali cambiamenti di forma, comparsa di sanguinamento, prurito, variazioni di colorazione tra una zona e l'altra, margini irregolari ed ogni altra anomalia che dovesse comparire. Va posta particoalre attenzione a quei nei situati in zone del corpo che sono facilmente soggette a microtraumi frequenti e ripetuti come la pianta dei piedi, sulla schiena in corrispondenza dei gancetti del reggiseno, sulla vita in corrispondenza della cintura dei pantaloni ecc... Qualora dovessimo riscontrare qualche segno di sospetto è conveniente sottoporre la lesione all'esame del proprio medico di fiducia che valuterà l'opportunità o meno di fare eseguire una visita specialistica.

        Dopo quanto detto sembrerà impossibile andare al mare e sottoporci alla tradizionale tintarella estiva. Non bisogna essere così drastici, occorre ricordare che il sole è comunque importante e fondamentale per la nostra vita. Bisogna comunque certamente rivedere il nostro comportamento in spiaggia o in alta quota dando alla nostra cute il tempo di abituarsi gradatamente all'esposizione solare. In altre parole bisogna esporci in maniera progressiva al sole, facendo magari uso di creme protettive, evitando di esporci nelle ore in cui il sole è più alto nel cielo poichè i suoi raggi attraversano uno strato più sottile di atmosfera. Questi consigli valgono per tutti ma ancora di più per le persone dotate di carnagione chiara e per i bambini che più facilmente di altre sono soggette ad incorrere nelle classiche "scottature".
 
 


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