Si tratta di un gruppo di neoplasie originantesi dalle cellule che rivestono la cavità interna dei bronchi e dei bronchioli, quelle cellule cioè che più di altre sono esposte all'azione mutagena dei cancerogeni trasportati dall'aria che respiriamo.
Il tumore broncopolmonare
è al primo posto come causa di morte per tumore. In questa semplice
e breve frase è contenuta tutta la drammaticità di questa
patologia. Drammaticità che è ulteriormente incrementata
dal fatto che sono proprio le nostre abitudini di vita a determinare questa
spaventosa diffusione abitudini che potremmo facilmente cambiare ma che
ci ostiniamo a mantenere.

All'inizio del secolo era una patologia relativamente rara, oggi è la prima causa di morte per tumore nei maschi con più di 35 anni di età e negli Stati Uniti è anche la prima causa di morte per tumore nelle donne dove ha superato il primato che è stato a lungo detenuto dal tumore della mammella. Anche in Italia, dove le abitudini voluttuarie ricalcano quelle statunitensi stiamo assistendo ad un avvincente quanto drammatico, testa a testa fra il tumore della mammella ed il tumore del polmone femminile. Questo comportamento epidemiologico è da correlare all'abitudine al fumo che nelle donne si è diffuso qualche decennio dopo rispetto alla popolazione maschile. Il "modello" della donna fumatrice, sicura di se, si è diffuso in Europa nel dopoguerra con l'importazione dei modelli sociali e comportamentali statunitensi ed oggi assistiamo a questo fenomeno già previsto con notevole anticipo. Il fumo, sia attivo che passivo, è la principale causa del tumore broncopolmonare ma anche l'inquinamento atmosferico gioca un suo ruolo importante.
Pur potendo manifestarsi
ad ogni età la massima incidenza di questa neoplasia è riscontrabile
tra i 50 ed il 60 anni. E' statisticamente dimostrato che il fumo di sigaretta
è responsabile dell'80-90% dei casi di tumore polmonare ed esiste
anche un preciso rapporto diretto tra insorgenza di tumore broncopolmonare,
numero di sigarette fumate e durata in anni del tabagismo.
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- Tosse persistente - Escreato ematico - Voce bitonale (abbassamento della voce) - Dolore toracico
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In massima parte l'insorgenza di questa neoplasia è subdolo, silenzioso, con pochi o nulli sintomi precoci. E' bene sapere che il più delle volte questa neoplasia si manifesta quando ormai la sua diffusione è tale da rendere vano qualunque trattamento con intenti risolutivi. Solo in pochi e fortunati casi è possibile instaurare in tempo provvedimenti terapeutici tali da sconfiggere definitivamente la malattia. Il più delle volte la diagnosi viene fatta quando ormai sono possibili solo terapie palliative tese a prolungare la sopravvivenza del malato e la sua qualità di vita. Questa è la dura realtà e va conosciuta da tutti al fine di poter agire sull'unico fronte che oggi può garantire successi anche sostanziali: la prevenzione. Smettere di fumare, o non cominciare affatto, è oggi il provvedimento più efficace che abbiamo a disposizione per combattere i tumori broncopolmonari ma anche molte altre patologie e neoplasie correlate con il fumo (vescica, pancreas, cavità orofaringea, laringe....).
Il provvedimento terapeutico di elezione è la chirurgia che da sola, o in associazione con trattamenti chemio-radioterapici è in grado di garantire la guarigione del paziente in quei casi fortunati dove è stato possibile effettuare una precoce diagnosi.
Ogni soggetto fumatore, oppure
lavoratore in ambienti a rischio con fumi ed inquinanti di vario genere,
dovrebbe imparare a prestare molta attenzione ai "segnali" che il proprio
corpo manifesta. Una tosse insistente, stizzosa, che non si attenua con
i comuni mezzi medici è un sintomo che vale la pena di indagare
a fondo. Un abbassamentro della voce, la comparsa di escreato ematico (catarro
striato di sangue), dolori toracici persistenti, sono tutti sintomi che
richiedono l'attenzione del proprio medico curante il quale provvederà,
eventualmente, a richiedere gli accertamenti opportuni.