
I sintomi sono comuni a quelli
di altre malattie prostatiche (prostatiti, adenoma prostatico) e sono caratterizzati
da turbe della minzione: minzione difficile e frequente, bruciori minzionali,
ritenzione acuta d'urina; disturbi sessuali: eiaculazioni dolorose, sangue
nello sperma, impotenza; dolori ossei specie alla colonna vertebrale ed
al bacino che non si risolvono con le normali terapie mediche. In presenza
di alcuni di tali sintomi il medico curante può prescrivere indagini
radiografiche, il dosaggio di alcuni parametri ematochimici come la fosfatasi
alcalina, acida totale, acida prostatica, l'antigene prostatico tipico
ed inviare il malato dallo specialista urologo. Questi è in grado
di dare un giudizio abbastanza sicuro poichè essendo la prostata
un organo facilmente accessibile all'esplorazione, con l'esame rettale
può individuare i noduli tumorali che contrariamente all'adenoma
prostatico, si sviluppano di solito sulla parte periferica della ghiandola.
Soltanto in caso di dubbio con tale esame digitale, farà eseguire
indagini atte a confermare o escludere una neoplasia della prostata: 1)
esami ematochimici, 2) ecografia prostatica trans-rettale: esame in grado
di individuare noduli tumorali all'interno della prostata ed eventuali
sconfinamenti della neoplasia al di fuori dell'organo, 3) la biopsia prostatica
eseguita personalmente dallo specialista è l'unico esame che consente
con certezza di porre diagnosi definitiva di neoplasia. L'esame bioptico
viene eseguito soltanto nei casi in cui l'esame clinico, l'ecografia e
i parametri ematochimici danno il sospetto di malattia tumorale.
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Ogni disturbo legato alla minzione o all'attività sessuale dopo i 50 anni è per i maschi un campanello di allarme. |
Posta la diagnosi seguiranno ulteriori accertamenti (TAC, Scintigrafia ossea, ecc.) per una corretta stadiazione della malattia. Le varie possibilità di cura sono legate allo sviluppo della malattia e possono consistere in: 1) terapia chirurgica radicale, quando la malattia sia confinata alla ghiandola prostatica; 2) terapia medica basata sulla terapia androgenica; 3) terapia radiante; 4 ) chemioterapia. Quali sono le persone a rischio? Ai fini di una diagnosi precoce gli uomini di età superiore a 60 anni dovrebbero sottoporsi a visita urologica preventiva anche in assenza di sintomatologia e successivamente a controlli periodici ogni due o tre anni, in quanto il carcinoma della prostata ha la caratteristica di formare nel tessuto prostatico focolai microscopici che possono evolvere molto lentamente. A questo fine l'esplorazione rettale è un esame importante, di facile esecuzione e relativamente sicuro in mani esperte. Pertanto la tempestività diagnostica offertaci dalla visita preventiva e dai controlli periodici è indispensabile per poter diagnosticare e quindi aggredire la malattia nei primi stadi di sviluppo e con le maggiori possibilità di radicalità terapeutica.
